
La piattaforma semiautomatica integra un sistema elettronico di controllo del tiro, un caricatore da cinque munizioni e diversi proiettili programmabili, ma necessita ancora di valutazioni prima di una possibile adozione militare
Barrett ha presentato una nuova configurazione del Precision Grenadier System, noto con la sigla PGS, un sistema portatile da 30 mm sviluppato per ampliare le capacità di supporto delle piccole unità militari.

L’equipaggiamento combina una piattaforma semiautomatica, un sistema elettronico di controllo del tiro e munizioni specifiche in un unico complesso. Secondo il produttore, il PGS è stato progettato per colpire bersagli situati a oltre 500 metri, comprese postazioni protette da ostacoli e piccoli sistemi aerei senza pilota.
Sebbene l’azienda lo definisca un “fucile lanciagranate”, il PGS è più vicino a un sistema d’arma integrato che a un lanciatore convenzionale. Il sistema di controllo del tiro calcola le correzioni balistiche necessarie e può programmare determinati tipi di munizioni affinché producano l’effetto previsto in prossimità del bersaglio.

La scheda tecnica di Barrett indica che la configurazione attuale misura circa 86 centimetri, pesa 6,3 chilogrammi e utilizza un caricatore con una capacità di cinque munizioni. La canna è lunga 305 millimetri. Il peso relativamente elevato mette in evidenza una delle principali sfide di questo tipo di equipaggiamento: bilanciare potenza, controllo del rinculo e mobilità dell’operatore.
Il sistema nasce da un programma dell’Esercito degli Stati Uniti

Il progetto è il risultato di una collaborazione tra Barrett, MARS Inc., AMTEC Corporation e Precision Targeting. MARS è stata scelta nel maggio 2025 come vincitrice della competizione xTechSoldier Lethality, organizzata dall’Esercito degli Stati Uniti per valutare proposte destinate al programma Precision Grenadier System.
Durante la competizione, i prototipi dovevano essere portatili, alimentati tramite caricatore e capaci di effettuare tiri semiautomatici con una precisione superiore rispetto ai tradizionali lanciagranate. Le dimostrazioni pratiche sono state condotte tra febbraio e aprile 2025.
La vittoria nel processo xTech, tuttavia, non comporta automaticamente l’adozione dell’equipaggiamento da parte dell’Esercito statunitense. Il sistema è stato selezionato come una soluzione potenzialmente idonea a proseguire le valutazioni e il perfezionamento prima di un’eventuale gara o contratto nell’ambito del programma militare definitivo.
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Diverse munizioni per un’unica piattaforma
Uno dei principali argomenti avanzati da Barrett a favore del PGS è la possibilità di utilizzare una famiglia di munizioni da 30 mm adattata a diversi scenari.
La versione HEAB utilizza una detonazione programmabile in aria ed è stata progettata per colpire bersagli posizionati dietro ostacoli. La HEDP, ancora in fase di sviluppo, combina un effetto ad alto esplosivo con una capacità contro protezioni leggere.
Per contrastare i droni, il sistema prevede la HE Prox, dotata di spoletta di prossimità, e la ADS, descritta come una munizione a dispersione destinata alle missioni contro sistemi aerei senza pilota. La gamma comprende anche la CQB, sviluppata per distanze ridotte.
Questa varietà mira a evitare che l’operatore debba trasportare piattaforme differenti per ogni tipo di minaccia. D’altra parte, la proposta aumenta la complessità logistica, poiché richiede la disponibilità di munizioni specifiche, un’adeguata integrazione con il sistema di controllo del tiro e una formazione che consenta di selezionare correttamente ogni configurazione.
Impiego portatile, su veicoli o sistemi senza pilota

Oltre all’impiego a spalla, Barrett sta studiando versioni installate su veicoli e stazioni d’arma controllate da remoto. L’architettura è stata inoltre progettata per future integrazioni con piattaforme autonome o senza pilota.
L’azienda ha annunciato una strategia di sviluppo graduale. La configurazione Mod 0 era prevista per il 2026, con sistema di controllo del tiro, caricatore da cinque munizioni, sistema di riduzione del rinculo e quattro tipi di proiettili. La Mod 1, pianificata per il 2027, dovrebbe ampliare le capacità contro i droni mediante munizioni con spoletta di prossimità. Una futura Mod 2 dovrebbe riunire le caratteristiche richieste dal programma definitivo dell’Esercito degli Stati Uniti.
Il concetto risponde alla crescente domanda di sistemi capaci di colpire bersagli protetti e contrastare piccoli droni senza dipendere immediatamente da armamenti installati su veicoli o dal supporto di unità più grandi. L’Esercito statunitense ritiene che piattaforme di questa categoria possano portare una capacità di supporto più precisa direttamente al livello dei gruppi da combattimento.
Le prestazioni ottenute durante le dimostrazioni, tuttavia, non eliminano le questioni legate al peso, al costo delle munizioni programmabili, alla manutenzione del sistema elettronico di controllo del tiro e al numero di proiettili che ciascun militare potrà trasportare. Questi fattori dovrebbero determinare se il PGS passerà da piattaforma tecnicamente promettente a sistema prodotto e impiegato su larga scala.
Fonte e immagini: Barrett
